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Full text of "Francesco Aprile - Esegesi di una rinuncia - 2014"

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FRANCESCO APRILE, 


Exegesis of a 
Renunciation. 


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e 


Esegesi di una 
rinuncia. 





EXEGESIS OF A RENUNCIATION. 


goes 


This work is licensed under the Creative Commons 
attribution-noncommercial-noderivs 3.0 unported license. 
http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/3.0/ 


The works included in this publication were realized in 2013-14 
Photographs by Egidio Marulla 


Printed by Lightning Source, Milton Keynes 
in an endless edition (version 141014) 

ISBN 978-94-91914-02-7 

Uitgeverij, Den Haag 

Shtépia Botuese, Tirané 

Editore, Caprarica di Lecce 


www.uitgeverij.cc 


FRANCESCO APRILE, 


Exegesis of a 
Renunciation. 


< 


e 
Esegesi di una 
rinuncia. 


My thanks go to Elisa Carella, Francesco Saverio 
Dödaro, Bartolome Ferrando, Cristiano Caggiula, 
and Egidio Marulla. 


Esegesi di una rinuncia: 
Elementi per un desiderio di linguaggio 


« haleine y ps y pour / pour une àme bien muette 
/ my mu été / muette / parole / absente » 


Emilio Villa, hisse toi re d'amour da тои rire, 
Torino: Geiger, 1975 


1; 
#communication#abse 
nte#unheimlich#rinun 
cia#poltiglia#slurry#po 
em#subliminaux#morc 
eau#sexe#oublié#renco 
ntre#de_langue#interru 
pt#das#ding#miroir#na 
rcissus#words#extensio 
ns 


2. 

La scrittura come movimento. Il rapporto che in- 
tercorre fra autore e gesto e contenuto si esplica, 
fra le diverse declinazioni, nel piano vitale del mo- 
vimento. Lapparato segnico che procede, dunque, 
dall'immagine, si relaziona al movimento perché 
è ciò che è insito nell'immagine e nel costrutto 
percettivo dell’attore sociale. La parola è media- 
tica e si nutre, nelle sue affermazioni storiche, 
dell'immagine, dalle forme del paleolitico ad oggi. 
La separazione mcluhaniana fra segno immagine 
e suono retrocede nell’afflato contemporaneo in 
seno ad un approccio transmediale che connota le 
scritture di ricerca di nuovi piani restituendole ad 
un processo vitale, dunque al movimento, al di là 
dello spazio della separazione che è nel processo di 
lutto, per questa stessa separazione, individuato 
dal sociologo canadese. 


3. 

Matrice del movimento & la forma del desiderio 
che nelle sue declinazioni connota l'elemento pul- 
sionale, cardine, del linguaggio nella sua tensione 
di raccordo, di rapporto e congiunzione! per quella 


1 DODARO, F.S., Dichiarazione onomatopeica, Lecce: Ghen Arte 


«Il linguaggio è una congiunzione. Il linguaggio è una “e”». 


manque à étre come causa primaria per la separa- 
zione del soggetto dal complemento materno.” Non 
una “pretesa di”, ma un “desiderio di”, come mo- 
vimento desiderante. 


4. 

Il passaggio da modalità di ipo-comunicazione a 
contesti di iper-comunicazione segna il processo 
di irritazione e risposta intellettuale come inibi- 
zione sentimentale. Il desiderio è oggettivato, I'Al- 
tro entra in un processo di destituzione, di svesti- 
zione. 


5. 

L'estensione del corpo da parte dei media, in un 
trittico Freud-Lacan-McLuhan, si riaffaccia nei 
new media come amplificazione estrema e artifi- 
ciosa del miroir primario, archetipo, maternale (il 
primo media: il corpo della madre). L'attore sociale 
è narcotizzato nella proiezione della proiezione di 
sé, del numero come elemento inconscio, intimo e 
legato al senso del tatto (l’incontro, il contatto). La 
torsione psichica e sociale che ne consegue è una 
comunicazione interrotta nelle proiezioni delle 
proiezioni delle nostre intimità nelle scorrerie 


2 DODARO, F.S., Codice Yem, Lecce: Ghen Arte. 


numeriche della nuova comunicazione. LAltro & 
barrato. Coazione a ripetere di tentativi archeti- 
pi, antichi, intimi, individuali ed anche collettivi 
perche universali, di ricongiunzione affiorano in 
maniera scomposta е nervosa, nevrotica e morbo- 
sa: conflittuale. 


5.1 
La narcosi sociale. 


6. 

Esegesi di una rinuncia. È la cognizione di una lin- 
gua a volte incompiuta, non affiorata, rinunciata e 
che rinuncia a condizionarsi lungo le coordinate 
dell'emerso e inconsapevole perché poco deside- 
rante. Una scrittura come desiderio di linguaggio, 
magmatica perché incompiuta e inaffiorata, anco- 
rata alla matrice del guazzabuglio originario, ar- 
chetipo, che sfonda la bordatura della das Ding per 
lanciarsi nel movimento desiderante che appar- 
tiene al contatto dialettico della comunicazione, 
della pulsione “primaria” del linguaggio. 


6.1 


La pervasività mass-mediale come interruzione 
del rapporto con l'Altro, prima rimbaudiano poi 


10 


lacaniano. Il linguaggio frana lungo i binari di 
una comunicazione interrotta. Le relazioni socia- 
li come luogo privilegiato dell’azione dei grandi 
poteri che nel salto paradigmatico da un assetto 
sociale ad un altro diverso, immateriale, scaval- 
cano la possibilità per l'attore sociale di costituirsi 
come soggetto storico, lungo itratti di una fluidità 
immateriale che di continuo nasconde l’obiettivo 
allo sguardo collettivo. 


7. 

In questo contesto ritroviamo alla base del lin- 
guaggio poetico alcune tipologie di parole. Di 
queste, due paiono presentarsi о come parole su- 
bliminali - che si nutrono dell'apparato giornali- 
stico-pubblicitario - o macerate, fattesi poltiglia 
causa comunicazione interrotta. Queste ultime 
si sostanziano come un morso di godimento di- 
menticato, che in pulsione, incontrando i limi- 
ti del corpo, pare scorgere il corpo stesso, al di là 
del corpo performativo, come luogo privilegiato, 
attraverso il linguaggio, del discorso artistico. La 
parola è macerata sulla pagina. È una poltiglia, è 
al capovolgimento semantico del corpo dell'Altro, 
inteso come punto nullo dal quale partire per fare 


11 


esperienza di sé e del mondo, nella rilevazione del- 
la sua interruzione. 


8. 

Una scrittura come desiderio di linguaggio. Una 
scrittura del tondo archetipo, non del “resto” come 
fondamento ordinativo-repressivo della civiltà. 


9. 

Das Unheimliche freudiano. Il perturbante. Ciò che 
è inaffiorato, nascosto ma vicino, in casa, che po- 
trebbe affiorare. Qui proposto come pratica auto- 
rale, eppure traslato. Unheimlich. Visto in quello 
stesso linguaggio così vicino, eppure nascosto per- 
ché inaccessibile, familiare perché in noi, in casa, 
ma perturbante perché ancorato all’inaccessibile 
esperienza primaria. 


10. 

Il fantasma di tale godimento perduto, di tale lin- 
guaggio smagnetizzato, si propone come le diverse 
articolazioni storiche che la parola in questo con- 
testo vede realizzarsi. Il linguaggio artistico come 
pratica estetica della parola macerata, dell’isola- 
mento dell’uomo, un linguaggio-poltiglia fattosi 


12 


contrazione estetica, fantasma d’un residuo, di 
godimento, di linguaggio, di desiderio. 


- Francesco Aprile 


13 


Exegesis of a Renunciation: 
Elements for a Desire of Language 


« haleine y ps y pour / pour une äme bien muette 
/ my mu été / muette / parole / absente » 


Emilio Villa, hisse toi re d'amour da mou rire, 
Turin: Geiger, 1975 


1; 
#communication#abse 
nte#unheimlich#rinun 
cia#poltiglia#slurry#po 
em#subliminaux#morc 
eau#sexe#oublié#renco 
ntre#de_langue#interru 
pt#das#ding#miroir#na 
rcissus#words#extensio 
ns 


2. 

Writing as movement. The relationship that in- 
tervenes between author, gesture, and content is 
expressed, through different declensions, on the 
vital plane of movement. The semiotic apparatus 
that proceeds, therefore, from the image, as rela- 
tion to movement, because it is what is inherent 
tothe image and to the perceptive construct of the 
social actor. The word is mediatic and, through- 
out its historical affirmations, has nurtured itself 
through images, from the Palaeolithic forms to 
more modern times. In the contemporary afflatus, 
the McLuhanian separation between sign, image, 
and sound recedes, engulfed by a transmedial ap- 
proach which enriches research papers with, ac- 
cording to the Ganadian sociologist, greater vital- 
ity, and thus despite the loss of continuity caused 
by the spatial separation, with a stronger sense of 
movement. 


5. 

The matrix of movement is a form of desire which, 
in its various declensions, denotes the cardinal, 
pulsating element of language as it is torqued by 
diverse links, relations, and conjunctions' owing to 


1 DODARO, Е5., Dichiarazione onomatopeica, Lecce: Ghen Arte 


16 


a manque à être the primary cause for the separa- 
tion of the subject from the maternal complement. 
We are not dealing with a “pretext for” but with 
a “desire for” movement towards the expression 
of desire. 


4. 

The passage from a modality of hypo-communi- 
cation to a context of hyper-communication sig- 
nifies our increasing frustration and hinders all 
emotion by rendering our response merely intel- 
lectual. Desire is objectified and what is Other be- 
comes part of a process of disclosing, of uncover- 
ing, of dénouement. 


5. 

The way in which the media have extended the 
human body into a sortof Freud-Lacan-McLuhan 
triptych is foregrounded in the new media as an 
extreme and artificial amplification of the prima- 
ry, archetypal, maternal miroir (the primary me- 
dium: the body of the mother). The social actor is 
thus narcotized both by the projection of his own 
self-image and by the emergence of a number of 


“Language is a conjunction. Language is an апа.” 
2 DODARO, Е5., Codice Yem, Lecce: Ghen Arte. 


17 


intimate, subconscious elements all linked to the 
sense of touch (physical contact). The resulting 
social and psychic torsion points to a form of in- 
terrupted communication in the projection of the 
projection of our intimate being, largely owing to 
the numerous attacks made by modern day media. 
The Other is barred. Thus, the tendency to repeat 
ancient, intimate, individual and collective (or 
rather universal) archetypal patterns of reunion, 
comes to the fore in a way that is both erratic and 
strained, neurotic and morbose, in other words: 
conflictual. 


5.1 
Social narcosis. 


6. 

Exegesis of a renunciation. It implies understand- 
ing an unfinished, unpolished language,a discard- 
ed language which, lacking in desire, ignores the 
boundaries of both conscious and subconscious 
guidelines. A written language seen as a magmat- 
ic, incomplete, and imperfect language, a form 
of communication anchored to the matrix of the 
original, archetypal chaos which goes beyond the 
limits of das Ding. A form of writing catapulted 


18 


towards the expression of desire as a means of 
adhering to the dialectical contact of communi- 
cation, to the “primary” impulse of language. 


6.1 

The ubiquity of mass-media today asinterruption 
of the relation with the Other, first Rimbaudian, 
then Lacanian. Language derails and falls apart 
when there is an interruption in communication. 
Social relations as the privileged sphere of action 
of the great powers, which in paradigmatic leaps 
from one social attitude to another different, im- 
material one, deny the social actor the possibility 
of becoming a subject of history. Such social rela- 
tions are characterized by this immaterial fluidity 
which obscures the goal from the collective view. 


7 

Different types of words may be found at the heart 
of poetic language in this context. Among these 
words, two types stand out as being either sub- 
liminal - nurtured in journalism and advertising 
- or abused, having become meaningless mash 
(following a breakdown in communication). The 
latter terms seem to be a remainder of forgotten 
pleasure which, while pulsating, meets the limits 


of the body and perceives the body as something 
beyond a performing body, as the privileged seat 
for communication in the language of art. Words 
are crushed onto the written page. Language be- 
comes mash. The semantic structure of the Oth- 
ers body is overturned, now seen as the zero point 
from which the individual experience of the self 
and of the world, through numerous stops and 
starts, sets forth. 


8. 

Writing as a desire for language. A written form 
of archetypal roundness, not of “the remainder,” 
as the ordering-repressive foundation of civiliza- 
tion. 


9. 

The Freudian Unheimliche. The disturbing. What 
has not yet emerged, what is hidden but near, at 
home, what might yet surface. Here proposed as 
authorial practice, albeit translated. Unheimlich. 
Seen in that same language so close, yet hidden 
because inaccessible, familiar because within us, 
at home, but disturbing because anchored to the 
inaccessible primary experience. 


20 


10. 

The phantasm of a long-lost pleasure, of such a de- 
magnetised language, proposes itself as different 
historical articulations, that speech in this context 
sees to realize. Artistic language as aesthetic prac- 
tice of abused words, man's isolation, a language- 
mash that has become aesthetic contraction, the 
phantasm of a residue, of pleasure, of language, 
of desire. 


- Francesco Aprile 


21 
































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ENTRE TRAZOS, GIROS, fugas, travesias, superposi- 
ciones, tachaduras y emborronamientos, la escri- 
tura poética de Francesco Aprile respira, sobrevi- 
ve, se manifiesta. Escritura salpicada de palabras 
aisladas, de palabras-isla, supervivientes a una 
gran catástrofe escrita y dispuestas en desequili- 
brio móvil o medio ahogadas, provistas de su pro- 
pio hálito y de su propio hilo de voz. 

Un mar de trazos vibra, se mueve y vive su pro- 
pia vida, velozmente, dando forma a una caligrafía 
de voces mültiples que susurran, gritan, dan alari- 
dos o insisten en realizar una y otra vez el mismo 
recorrido, hasta marcar un surco o una hendedura 
en el soporte del papel. 

La escritura de Francesco Aprile es un caligra- 
ma en el que las palabras casi han desaparecido, 
substituidas por trozos de vida que cabalgan sobre 
sí mismos. Aprile arrastra, golpea, araña, esquiva, 
fagocita y huye, unas veces con rapidez y otras con 
cierta pereza, de un territorio donde muestra y ex- 
pone la pulsión inacabada de su propio cuerpo. Es- 
critura rítmica. Poesía para los ojos. Poesía visiva 
que vocea con todos los lenguajes a la vez entre 
caricias, murmullos y afonías que caminan de la 
mano hasta perderse en su propia desaparición, 
habitantes de un ideograma mültiple suspendido 


77 


enelblanco. Elhabla ha estallado en trozos, reple- 
to de vida. 


- Bartolomé Ferrando 


78 


APRILES WRITING BREATHES, survives and is 
manifested, among dashes, curves, losses, cruises, 
overlays, erasures and smudges, smears. A writing 
dotted with isolated words, they resist to a great 
catastrophe, arranged in imbalance, moving, 
equipped with their own breath, their own voice. 

А sea of vibrating lines, moves and lives its own 
life, quickly, shaping a calligraphy of multiple voic- 
es whispering, shouting, screaming, or insisting in 
following the same route over and over again, to 
make a groove or a slot in the paper support. 

Francesco Apriles writing is a calligram in 
which the words have almost disappeared, re- 
placed by stretches of life that run by themselves. 
Aprile drags, hits, spiders, dodges, phagocytes, 
and flees, sometimes quickly, sometimes with a 
certain laziness, out of an area where he shows 
the drive and exposes the unfinished pulsion of 
his own body. Rhythmic writing. Poetry for the 
eyes. Visual poetry that speaks in all languages at 
once between caresses, whispers, and unsounds 
that walk hand in hand away into their own disap- 
pearance, inhabitants of a multiple ideogram sus- 
pended on white. Speech has broken into pieces, 
full of life. 


- Bartolomé Ferrando 


79 


MANIFESTO: LA POESIA VISIVA COME RESPONSABI- 
LITA INTERPRETATIVA. Manifesto & il riflesso ner- 
voso del linguaggio privo di controllo ma non di 
un obiettivo, регсһе inaspettatamente sfiora la 
reazione per convertire la muta interpretazione 
in boato della coscienza. Lutente fluisce nel labi- 
rinto poetico che si genera dalle matrici dell’ope- 
ra, dove la confusa solitudine dell’azione verbale 
si fissa nell'obolo pragmatico. Le mura dell'intri- 
go poetico trasudano diamanti asemici, essi si in- 
castonano nelle armature galvanizzate dei fone- 
mi-opliti occupati nella preparazione dell'assedio 
finale: è il momento di scegliere da che parte guer- 
reggiare, perché l'efferatezza del simbolo è guer- 
ra visiva. La poiesi di Francesco Aprile si esprime 
nel pieno controllo del proprio mezzo poetico-vi- 
sivo e non risparmia il fruitore: una sfida si staglia 
inesorabile, dall'individualità delle singole opere 
fino alla loro totale fruizione e ad essa non si puó 
venire meno. La sfida si compone della scelta fra 
l'egocentrismo della parola e il capovolgimento del 
fronte semantico controla storia, dacché quest’ul- 
tima & lo strumento devoto ad una società assente 
e avvizzita. La chiave di volta di una società dove 
il luogo comune é continuamente nutrito é l'or- 
dine-archetipo. Esso si mescola alle coscienze in- 


81 


coscienti per frastornare Геѕѕеге mediante i suoi 
storici fumi velenosi. Così, in un retroscena am- 
morbato da tali fenomeni, come si può pretendere 
ordine se non tramite la cristallizzazione del lin- 
guaggio e la conseguente opacizzazione della sua 
sostanza per rendere poco probabile una nuova 
interpretazione? Il prodotto di questo processo è 
la sclerosi del simbolo. Tuttavia, qui, al linguaggio 
malconcio viene data la possibilità di rinvigorir- 
si ed è importante comprendere come Manifesto 
sia responsabilità interpretativa perché è il frutto di 
una ricerca definita dal resistere alla disfatta del 
linguaggio, al rintontimento e all’interpretazione 
simbolica monodirezionale, ossia la sclerosi del 
segno. La responsabilità che mira a interpretare, cui 
richiama il complesso delle opere, si attua tramite 
la restituzione di freschezza, novità e coscienza al 
materiale che permette l'interpretazione del sim- 
bolo. È un atto di non sola responsabilità, ma di co- 
gnizione, poiché la decalcificazione del bacino dal 
quale si attinge il materiale concede di penetrare 
facilmente fra i molteplici piani artistici sui qua- 
li l'opera si innesta, per assorbire la conoscenze 
non tanto delle fattezze dell'oggetto artistico, ma 
quelle che da esso derivano. La scelta fra l'egocen- 
trismo della parola e il capovolgimento del fronte 


82 


semantico si fa urgente, a dir poco necessaria, da 
quel nero crespo che pare inghiottire l'opera e che 
genera Vessenziale miscellanea scelta-verbo-visi- 
va. Manifesto è l'istinto di sopravvivenza che pre- 
me a non soccombere, per eclissare il linguaggio 
accessorio e, infiammati dalla poiesi, accostarsi 
all'esalazione semantica e pregarne la morte. Solo 
dalle ceneri semantiche è possibile la nascita di 
guell'interpretazione responsabile (che permette 
di carpire l'infinità degli oggetti poetici) a cui ri- 
chiama il complesso delle produzioni. 


- Cristiano Caggiula 


83 


MANIFESTO: VISUAL POETRY AS INTERPRETATIVE 
RESPONSIBILITY. Manifesto is the nervous reflec- 
tion of language out of control but not of an ob- 
jective, because it unexpectedly touches the reac- 
tion to convert the mute interpretation into a roar 
of consciousness. The user flows into the poetic 
labyrinth that is generated by the matrices of the 
work, where the confused solitude of the verbal 
action is fixed in the pragmatic obol. The walls of 
poetic intrigue exude asemic diamonds, they are 
embedded in the galvanized armor of phonemes- 
hoplites, busy with the preparation of the final 
siege: it is time to choose which side to fight on, 
because the cruelty of the symbol is visual war. 
The poiesis of Francesco Aprile is expressed in full 
control of its own poetic-visual means and does 
not spare the viewer: an inexorable challenge, 
from the individuality of each work up to their 
full fruition and it cannot be less. The challenge 
consists in the choice between the egocentrism of 
the word and the reversal of the semantic front 
against history, since the latter is the instrument 
devoted to an absent society withered away. The 
keystone of a society where the commonplace is 
continuously nourished is the order-archetype. 
It mixes with the unconscious minds so as to daze 


84 


being with its historic poisonous fumes. So, in a 
backstage tainted by these phenomena, how can 
you expect order, if not through the crystalliza- 
tion of language and the consequent opacification 
of its substance to render a novel interpretation 
unlikely? The product of this process is the scle- 
rosis of the symbol. However, here, the battered 
language is given the opportunity to reinvigorate 
itself and it is important to understand how the 
Manifesto is the interpretative responsibility, because 
it is the result of research defined by resisting the 
defeat of language, reobfuscation and monodirec- 
tional symbolic interpretation, i.e. the sclerosis of 
the sign. The responsibility that seeks to interpret, 
which refers to the complex of works, is carried 
out through the return of freshness, novelty, and 
consciousness to the material that allows the in- 
terpretation of the symbol. It is not only an act of 
responsibility, but of cognition, since the decalci- 
fication of the basin from which it draws its mate- 
rial allows for easy penetration between the mul- 
tiple levels on which the work of art engages, not 
so much to absorb the knowledge of the features 
of art object, but those that derive from it. The 
choice between the egocentrism of the word and 
the overturning of the semantic front becomes 


85 


urgent, to say а little necessary, from that black 
crepe that seems to swallow up the work and gen- 
erate the essential optional-verbal-visual miscel- 
lany. Manifesto is the survivalinstinct that presses 
not to succumb, in order to eclipse subsidiary lan- 
guage, and, inflamed by poiesis, to approach se- 
mantic exhalation and beg us for death. Only from 
the semantic ashes the birth of such a responsible 
interpretation (which allows for the capture of the 
infinity of poetic objects) from which the complex 
of production draws, is possible. 


- Gristiano Caggiula 


86 


Francesco Aprile - 

Esegesi di una rinuncia: 

Elementi per un desiderio di linguaggio 
Exegesis of a Renuniciation: 
Elements for a Desire of Language 


ç 


Bartolomé Ferrando - 
Entre trazos, giros,... 
Aprile’s writing breathes... 


Cristiano Caggiula - 

Manifesto: La poesia visiva come 

responsabilitä interpretativa 
Manifesto: Visual Poetry as 
Interpretative Responsibility 


15 


77 
79 


81 


84 


@ punctum books 


pontaneous acts of scholarly combustion 


Aprile, Francesco 


Exegesis of a Renunciation - Esegesi di una 
rinuncia 


Uitgeverij, 2014 
ISBN: 9789491914027 


https://punctumbooks.com/titles/exegesis-of-a- 
renunciation-esegesi-di-una-rinuncia/ 


https://www.doi.org/10.21983/P3.0226.1.00