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Full text of "Lettera del signor Federico Federici scritta ad vn amico, nella quale si narrano alcuni meriti più importanti della serenissima republica di Genoua, verso la Santa Sede Apostolica romana"

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LETTERA DEL 
SIGNOR FEDERICO 
FEDERICI SCRITTA 
AD VN AMICO, NELLA 

QUALE SI... 

Federico Federici 



fi? 

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LETTERA 

DEL SIGNOR 

FEDERICO FEDERICI 

SCRITTA AD VN AMICO, 

N ella quale fi narrano alcunt meriti più importanti 
della Sereni/sima RepubUca^» 
DI GENOVA, 

VERSO LA SANTA SEDE 
. Apoftolica Romana.». 




IN GENOVA, 
Per Pier Gioanni Calenzani, vicino à S. Donar qI 

Qtn licenz* dt'Superitri* 



M.DC.XLU. 



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- 



X 



». 



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i 




E R vbidir V.S. Illuftriflima ho (cnxl 



j[ reati calamo ) con breuicà raccolto 
■j* quel che di p : ù notabile fparfo i n_* 
R publiche fcritture , e nelPlftorie hò 



52 Jf^®L^| ritrouato, e ferir to allo Scoppio nel- 
SjHSS* ^Jfig^J lamia lettera Rampata in Genoua 

Panno 1*41. circa la pietà* e li meriti della noftrsu* 
Republica Genouefe ver io la Sedia Apoftolica Ro- 
ma na \ e tralafciando gli ornamenti di pompofa eia- 
quenza,parcndomichc la vciità,e Manza delle cofp 
non ne habbino di bilbgno , hò altrctamo premuto 
di auerigare il tutto con le Iftorie ftraniere , c noftre, 
e con le indubitate autentiche fcritture , che nell- 
Archiuiopublico fi conferuano,delle quali farò pron- 
to dame oc cui ara , c fedel iodisfattione ad ogn'vno. 

Perche cqaofciuto , e ben giuftificato quanto dir^ 
inappreflo, V.S. poffa con maggior franchezza d'a- 
nimo, aflFertnu,efoftenerpergiuftitia con tantc_# 
ragioni ben fondate , e vere, che la Republica noftra 
non hà Prenctpe che la fuperi di meriti verfo cotefta 
Apoftcrtica Sede • 

Si gloria per tanto fra le primogenite d'Italia, d« 
haucr riceuuta la vera fede da gli Apoftoli , per 
predicationi di S. Barnaba i il quale partendofi da 




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1 

Syro, S.Romolo 5 S. Valentino, S. Vie icino, S. Se- 
condino , S. Defiderio Vefcouo in Francia , S.Gio: 
Bono Arciiicicouo di Milano, e liBeati Ciò: Bono le* 
poltoinRua, Ciacorao di Voragine, €atarinetta__» 
Adorna,&Ak(TafldroSauli Vefcouo di Pauia,& a/eri. 

Le reliquie delle maggior partedequali,iafiemcco 
tante altre importantiffime , e rare, fi cuftodilconoiii 
-Cenoua in quantità ; e qualità tale , quanta ( efclufa 
Roma ) non sòie lì tr cui in altre Città , da che maf- - 
fime vU'urotìotrafpouateda Pera, tutte le Reliquie 
di CoftantinopoK, quando fòprefa da Turchi , e ri- 
partire frale Chicle di Genoua per publica fcrittura, 
^^inuentario* c ■ f » ■ 

Non vi fi è mai mar rirìzato alcun fedele,mercè cRè 
dal principio della nafeeate fede fi n ho ra^è Tempre 
(lata reità da 'Chriftiani, e Carolici , e fempre tanto 
diuota,&obedicmeàS.Chiefa,che nofihà la Sed* 
A pòftolic a Prou i ne ia , o lì a Città alcuna,che fia jfeata 
più coftànte,c più pronta, a continuamente feguitar 
la fua fortuna cantra gli Sciamatici , e contra la pò* 
tenta fecolare , che ropprìrneuano* Softenendo per 
lei guerre, e difpendijdiaotabiliflìmaeonfiJéi^atto*» 
«e , perle quafi rti^itornoi Genouefia efferiiKrtoIati 

STRENVICATOLiClDEFENSORESEeCUESI-* 
<dménelbkeueebc fté uc i aa I^ re ff 0 2 vpdfcu A f 0 
* E con le armate de quali, fei' legnimi Pontefici fu- 
rono liberati dalle oppretfioni de' Scifm^i t ici , è pattfc 

V ,3 <iicfli 



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diefli riporti nella Sede Papale , cioè 

Papa GiouanniOtcauo , che ritrouandofi Tanno 
«78.opprelfodal Prencipedi Spoletifii foccorfo , c 
liberato con vna potente Armata de'Genoueft, com* 
in virad'Innocentio/f.delPanza ci 7. 

Gelido IL con diece Galere richiede da S. San* 
Itti per fuo Legato , fòleuatoda Gaeta , e condor 
toin faluo à GenouaTanno 1 1 iS.Oueconceffegra. 
dilli me Indulgenze nella noftra nuoua Catedralc W 
trafportata in quei giorni , econfagratada luicom- 
affermai! Caffaro de vifu, lacomode Voragine, 0 
49. Se ilSig. de Reg.lrat. c-4i 5 • e la fua Bolla ìftefla. 

InnocentioSecondo fù ricondotto a Roma co J<f. 
Galère Genouefi, con l'aiuto delle quali il Papa fcac- 
ciò Anacleto Antipapa com'indettoCaffaro de vifu, 
il Voragine, e Sig. de Reg. lue.*}*. & il Baronio 
tomoxi. Scaltri fotto Tanno 11 ?*• 

Alelfandro Terzo fù liberato da Genouefi > e nce- 
outomignificamentein Genoua Tanno ittft; come 
in vita d*Innocentio4.del Panza c. 17. ne glilftonci 
roftri tutti , e nel breue Apoftolico regiftrato in dett a 

mia lettera ftampata nu^ 1 . 

InnocentioQaartoafrediatoinSutrida Federico 

a. I ,ipcratorc,mandòfegretamenteà chieder aiuto i 

Genouefi fi quali con Armata loro leuandolo da Ci- 

uittaùecchia , locondufleroa Genoua , e lo fottrat 

fero di quel pencolo con loro grandi/Boa* gloriaci 
^ com- 



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eorn'in fua vita, & in tutte Tlftorie di quel tempo nel 

Vrbano Sefto fu liberato dall'affedio di Nòceri,c5 
l'Armata de'Genoue fi ,e condotto in Genoua l'anno 
i)8«f* Oue ftabilì Pautt oriti Pontificia col caftigo 
d e f Card in ali Scifmatici , e con ce fife Indulgenze in tut- 
to fi mili a quelle di S. Marco dì Venetia,corae in Tuo 
Brette, ft in Pia tinaie aclllftoriede'Ca ualìcr idi Ra- 
di del Soffio cpf. 

Ma nelfanno loo^ritrouandofi il Pontefice, e lo 
fiato della Chiefa infettato da Saraceni ( che poco 
prima prefa Oftia , e quelle fpiaggic , haueuano an* 
che Taccheggiata Tiftefla Roma ) edefiderando il S- 
Padre (cacciarli dalla Sardegna, e dalla Corfìca, oue 
regnauano , e di onde feorrenano le marine d'itali*, 
operò con Genouefi,chc conte armateloro fi ponef- 
feroa raleimprefa, concedendoli gli acquifti , &efli 
fcacctatine i Saraceni^ fatto prigione il Rè Mo za 1 1 o f 
s'infignorirono prima drfla Sardegna (qual diuifero 
co Pifani loro copagni ì quella imprefa) e poi cfli foli 
co n qui ft ar o n o la Cor fica , che mok o p ri m a in tempo 
di Carlo Magno ha uc a n o parimente con molr a glo- 
ri i loro conquistata , e da pift di eoo. ami in qua lem» 
pre poffeduta con raro eflempio fra Potentati Chri- 
ft iani, non trouandofi alcun Rè in Europa, nella cui 
linea fi a più antico poffeiTo , ne titolo d acquifto più 
gloriofo f a più giufto di quel de'Genouefi , che toL 



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9 

ieroquel.REGNO ^Saraceni* % perfraGòn* del, 
Sommo Pontefice Romano, in tempo che le Prouin giq 
di Calabria ,e di PugUaVintitotatónaper E>u$ato , 
e non Regno > come il tutto 6 n vede in Reginone Mo-> 
nacorifpettoal primoacquifto,e nelSig.de Reg.lt .e* 
3oy.rifpetcoal fccódoacquifto,e nelle lftorie noftre* 
' L'anno poi 1088» iQenouefi con grandifiìma Ar* 
mataentrorono con altri Potentati d'Ita lia,a pejfux* 
fionedel Pont eficea danno de Saraceni in Africa^» 
c5 vecifionc di i 00000- di quei Barbarie refpugjna- 
tione della principal Città loro, e fecero quel Rè trl^ 
butario alla Sede Apoftolica, com'atteftaii Baroaio* 

c molte Bolle Apotioliche. ' Ì 
v. A tal vittoria fiteceffe la gloriofiffima imprefa di 
Terra Santa, nella quale i Gcnouefi prima dogn' al- 
tro Potentato d'Italia ( come dice il Vefcouo di T no T 
c molti altri Autori) a per fuaficne di Papa .Vrbam^ 
che li mandò ?n Cardinale legato apofta, interne»- 
nero in varij tempi con ottopoteptiffime Àrraate(che 
U mfàore fà d i 7 o« Galere) con la fona delle qu a li co. 
cTorri , e con le machine toro, furono prmeipaWBmi 
-Autori del a c quitto ( prima del loro a rriuo difperato) 
e poi del mantenimento di quel Sacro Regno > che 
Jafcbbe flato abandonato da Balduino per la gran 
potenza de' Sara ceni, fe i Genouelì non H promet- 
tete ano h lor afltftenza , come attefta no i detti Anto» 
ri i & i n*emorandi Priuilegi , per quali reftò in giant 
w A ' parte 



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9 

pari equelR«gnoa GenoircG, e iWafuioAclHiifflrc 
rcbclbpr.nriftcifo Sepolcro di Chriftoiù intagliatain 
oro , e mamemua per molti ftcoh con I autorità d iS. 

Cbicfa che non foffcrfc, che fi icancellalTcro giimai. 

E (7 0 'Bdlduims %ex /«^, <^ Hiemfalem , *c 
for S Jcpulcri Dimini Noflri ÌESV Ct/RISTI , m- 
'vandotradùlanucnfi EcclejU V.Lauremij Pla*eam<vnam 
in Cintiate Sanct* Hyerujalem.etin loppe aliarti iuxta gr** 
tuitam ^oluntatem Cammei t qua** lanucnftum&tcmam 
fartem fruitati* tA^ur interim cum tcriia parteillim urri- 
tory <v( juequo difieniiituf Lcuga <vna , & <vnum C*P*k m 
eadem, & in C intinte fifare^Jimiliter ,ey> teuiam partem 
Ciuitatis Celiar on,cum tenia parte re dditus Por tus 3 et Cittì- 
$atis>& illius territori] , 'vfqucquo Mftenditu* leuga %>n* t ac 
trecentos Wfantw commutAtìcne Cafalimni in vnoqueqùe 
énnoy & tertiampdrtem <vniui cuìufuis Ciuit*tis,quas De* 
innante auxilio ìanueth quinqttagint* rtel plurimerum, cum 
tenia parte redditus teme iilarum Ciuitatumsvfqucquo dU 
flcnditur Uuga <vna, Cafale <unum , in 'unaquaque quo A 
melius elegerint, excepttiduobus,<& tertiam pattern Ciuita- 
tisTiahiLni*,cumtribusmelhribus Cafalibus qua elegerint, 
Ji e* auxilio lanuen. cepero, & acqui/mero. £t volisla- 
nucnfihus imo quianec ego, necaliquit homo, meoconftlio af- 
ferra wobis'vtiam, aut memhrum , W capti onem faciet, 
tutaliquid Jc<veJìro f &*Ji forte contigeritme , <velaliquen$ 
interum homi uhm , i* bis delinquere t infra trenta die rum 
' . * * fpatium 



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IO 

fpatiuma<vejlre Legate prtmenìtus, nulla propellente 

t x cu f abili caufa veli* fatisf acere non renuam* Cerner cium 

nullum dabitif in tota tetra quam habco , *vcl acquércre pi» 
tero, ncqi Sagoncnfes, neq* Nolenfcs, neq* zAlbiganenfcsjM* 
que Domus Gandulfi Pifanifilij Fi opta . 

Et fi forti ali qui s 'ueflrorum hominum, uel ifiorumfupeé 
di forum vbicumqi potcfìas nofìra extcnditur , ucl dilatabi- 
tur, mortuusfuerit , prout ordinauoit rei fuas concedam 9 fi 
autcm morte preoccupante abfqi te fi amento decejferit , focus 
fuis'violenter nil auferam , fi 'vero ali qua Galea i/e/lr* 
amore T)ci caufa in partibu s meis remanferit, quid quid de- 
prddauerit eisnon auferam , Vgide F otaria, Vgo de S anele 
ts4kr*ham,(jcruafws r Dapifer,Gualterius Macemet , Fre* 
dcricus de Car belio, Pexellus Vicecemts, G elfrcàus de T*r+ 
re, nam eandemfecuritatem cuicumqi dedcroTcrram meam 
facere vobis faciam duos homines iurare lanucnfìbns prò 

Ugge 4109. 

Tattut njntuerfo OrliTerrarum , quoniam Neslanne*. 
Cmf*le$,iuramus tibi 'Bai duino J(cgi , ac defenferi Ciuitatu 
Sanila f/iemfalem, quia ncque Nos, necaliquis home ne- 
fìre eonfilio auferet tihi t vitam, aut m embrum , aut tapi fa- 
eiet, nel aliquid de henert ^cgni , qned mede habes >ucUc - 
quirere poter it in maritimis pecioni bus a dui tate Sydonìx 
<vfqmeq*e verfus One*tales t Meridiana^ piagai ditata» 
hitur : Sefi(qmdabfte ) ali qui s home inpradiSth rtgionibui 
^renum t*um<vfHrp*retcntauerit, qui ce tempore in parti* 
kmxm cxn*jìr4sfucrin*emtrae^csm<rtaUf*tc ,wl*h 

>-. ali que 



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li 

aUepeo tuorum perméttiti* adimWy a^de/infereì fieri non 
pecufabunn Et hanc tandem jewiMimfaciemm evento* 
que dedcris pranominatam terram . 

Notnm fttfilijs vniuerfalis SceUfa, tam prtfcntihus^ui 
poflcriiy*uodegà < Btltr*mi San&i c^tegidij Cerne t , dono , 
& coniti* Eccleftam Sancii Laurent ij latine n , Com- 
muni lanu£ fotum Gibcllet> cum omnibus pertinenti}} ipfius, 
&Caftrum tyerij , &ftabul*rij cum omnibus pertinenti > 
& tcrtiém par ter» T ripolis ah vn* maro 9 *vfai ad alind prò 
*vt %cgis *B affamar in determinai ,cum Infulis ìpfius ùuita- 
tis , Portu in mambus G uglielm i cognomino £mbriaci,0 berti 
Ffodcmar, ingonis de Pedala , tsinfaldt caput Sfrigit» 
& hoc in frtfieMtia %egi$ Hdduini Hyerofolimitanì a me 
fàBum eft , 0» ab ipfis receptum , premifi autem fi* qui* 
turni i hoc donum 1 [yranic a p et j uajione, aur yualibet frauda 
lenta oecaftone ,fcn quolibet modo caffare frafumcntc, me ti- 
fa *diutorium dare, & p*o poffe meo, remot* mni etcafim 
defendere . 

infupcr concefsi riswt nuli tv lanuenfutmjMc aliquis Sa*« 
nenfis , JtueNaulenfit 9 aut eAlb$ganenJts,dNi^ , o>/fi 
ad Portum Pcneris , nec etiam quislibet Lumbardus cis in 
focietateadiunBus ,z>llumtribu(Hm dènti in mea Terra > 
frater illos > ani hintdKubi debem tramf retari pentgriw, 
tfrkoeie ipjis tantum peregrini* p epigi etiam Mie rWmd- 
lushorumpojlauam inT errane meam r uenerim x membra, 
<vel ii'nam perdat per atiaua m meornm heminum infuriar* 
fatiatur., nec tradatur efiptiini, W aliquomedodifturbetur, 

B z §uod 



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iV 

" ^odfifalÌumfueritperindaHriam,fue per ignòti 
tìam, & mi hi fuerit notifieat»m,d*ri* i 5- dierum indù* 
cijs , a ut infra a me corrigatur , qnod eorrigend um fuerìtjfr 
fuad rejlaurandum rejiaurctur . 

&30 Veltramu* Coma SanBi^egidij propri* ; 
manumraui fine omnif rande obferuare^crter* 
qwe a me ipfo in terra mea acquhere potut- i 
rinthùty& ìpf*m ei?inp*8t$m pofui prò me ? 
* & haredibur meis » zAnno M-C.iX* fcxto> 
- Calcndas lulij, lndiclione fccunda* 

T 7 TZoanus Epifcopm Seruui feruorwm Dei, diletti* filijfi 
-V - Prwi , & Canonici* dominici Sepulehri ,Salute * 
&t4poJfolkambcn.Gramr, &* culpabilisprafumptioni* , 
enormitas ad audientiam nofiram lanuxn. Cimurri con (]**- 
Hhne pententi, qtrod quidam do ' Canonici* ve/bri r tìéf^HjS* 
èAM fcripturàm , <fu<r fiatata bona memori* Hai dm ni 
gis ,'tnter eum , & ipfo* lanuen-contincbat de circnitu alta* 
ris ^bì pr<tfat<t'lrtttr# ràdiabant ,damnabili prxfumpj-erie 
tniqukatedciere ^rreigefl^memoriam tollerent , 
fr&fathìannenfibufdiftcnfionnì &fcanàal'rmwrpam ge- 
nerauerint, cmn nulla fereporth €hrtfti*m Orbi* ignoret > 
quodftcut de ipforum concordia 7 Terra Hyerofolomitan<* 
multi* modi* commodtim , ex difcordia , & twrbathne ipfc 
rum graue pote(laecidere detrìmenttm t Qui* prtpeer di* 
fctetionìvc{lr£perzs4pó(lolica [cripta pfacipiendo manda- 
*ws,<inaten4isco* qtq pr^ilU ftteranublki mi*nis**ft** m 
► - 'Jl tei 



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rés fcriptura, quam dixtniui > refieére eompellatU , ant fi itti 
mortmfunt, <veidlia$ forfetan non comparer ent > Ves ai 
rejfaurathnem eiutbnpenfasidoneas de communibm [acid* 
mihtts miniftretU prtdiftis lanucnftbus]eam restaurare 
*volentibtt$ nMnm omnino prxfectis obfiaculum , quo minus 
ìnìitterU denuo reparathcmfiitutionis antiqua renouet mt- 
Humemum, quodcumfuerk auElorcT> omino renouatumj 
taueatis cmnimode ,ne in pradich fcriptura femilh pr&funih 
pioni* innùuemr exceflus. T)at. Verona 3. Jdus Mar- 
tijdnm Ìl%t' % 

* Prefero poi i Gcnotrefi (jamquam'vtriJMachabtiy 
con armate loro , e machine murali molte akrc Terre 
m Sorta r come die* Gonfrcdo Monaco, & ilCaffafo, 
è ruieororono talmente Teffercito Chriftiaaò fotte* 
Daziata che finalmente fò efpugnara , come fcriffe 
Pelagio Cardinal Legato, alla RepobJica , cioè • 
Nos autem cum toto ex trenti infinita s<vobh grate s re ferimus*, 
procoquod Galeas qua* ad Tèrra Santi* fubfidium tranfi 
mififih inobùnecefsltatte articolo fubuenerunt , in aduentOt 
marum exereitusqui propterinfortunium, epuodnobisin fe 4 
poDecolationis "Beati loannis contigerat animwn ?e&*vir* 
tutem amiferat ,plurrmumeonfmatus quaR nibil mali fu* 
fiinufjfeejin fermio Chrifii refumptis uiribus fletit t virilker 9 
aeprudenter. « • ' 

. ;Qu;indi intraprefero la guerra importantiflimaLJ* 
contra Mori di Spagna nelja quafe i Genouefi in gra* 
tia del Sommo Pontefice , con Armata poientiOìmi 
-i:'xUtn di 



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f 4 

dÌ7tf.Galere,edi i <s>Naui, prefero Minorica , AW 
meria,e Tortofa,reftandoie in gran parte Signori* 
fcacciatine iSaraccni,e poicfpugnata Maiorica,caiw 
d iilfcro prigione ì Genoua quel Rè Saraceno, c h^_^ 
così attefta il Caffaro, il Sigonio de reg.lt. (uh anno 
i i47-c tutrigli Iftoridnoftri, e di Spagnai e fecero 
in appreflb tante impre fe contra que'Barbari, c ne 
riportarne) tante, c così fognala te vittorie, quali fi 
leggono nel Zurita , e ne gli altri Autori Spagnuoli 
fotco gli AlmirantiGenoueii delle famiglie Zaccaria* 
Bocca negra , e Padana, che farebbe troppo long a 
Uftoria in narrarle. 

. Non minori furono gli acquifti , e le imprefe 
Oriente, in Trabifonda, & in Tartaria (per tralafciar 
quelle della Grecia ) oue da per tutto fondarono i 
Genouefi Colonie,e domini) importanti, & introduf- 
fero il rito Catolico Romano , anco fino in Sodaya, 
alla Tana, & in Gaffa, dilatando ( Imperio loro con 
tante Prouinci* in quelle parti , the potrebbero for- 
mar più di due Regni , e propagando in elle la Reli» 
gione Catolìca e Chriftiana, del che talmente fon 
piene l'Ift or ie, che farebbe di tedio il raccontarle. 
. Ma quel di che priocipahnente fi poffono gloriare, 
è di hauerfempre forte nuto guerre imporranti/lime 
contra gl'Imperatori Scifmatici, ma Alme contrae 
quelli della Cafa di Syeuia , ponendo di continuo a 
tanaglio hfteffa Republic a con forre terreftri, e 

mariti- 



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mantiene memorande, conftantemente mantenendo 
le parti del Pontefice,rifiutando partiti di grandiflì- 
fni Dominile premij offertili da Potentiffimi Impe- 
ratori , e da gran Rè » che cercauanodi fottrarli da 
fauorirc l'ApoftolicaSede, le Bolle Pontificie l'attc- 
ftano, e S. Bernardo ne fà loro vn egregio , e memo- 
rado Elogio in epift. 1 29. e così Pietro Bifarro c. si f » 
La Sede Apottofica dado©, anni in qui non fece 
mai imprefa alcuna ma ricima , che per lo più non—» 
iuffe comporta dall'armi Ltguftiche,ò retta, e guU 
4ata da Perfonaggi Genoucfì • 

Fra quali i più memorabili furono Guglielmo,' 
Vgo, Anfaldo, c Nicolò Embriachi , c Guido Spinola 
«elle guerre di Sorta, Guglielmo Alberto Fief. 
chi neli'acquifto dei Regno d i Napoli , Gbr Cardinal 
Ficfco, che fece venire in Italia Gio:Aucuc eoa fei 
milla ca^alliin femiggiodi S.ChkfocàtraVifcoiiti, 
e foftetme Vercelli , & altre Terre , come nel Bionda 
deca z.c. $ S 9 .e nel te vite de* Ve feouidi Vercelli, Pao- 
lo, e Federico Frcgofi Cardinali Abilitanti di Santa 
Chicfa di grolla Armata contra Turchie molti altri 
de v quali fi fa me nt ione ne gli Elogi ilei Foglietta. 

* E nella qua! San ra Sede riluce la gloriofa memo- 
ria di otto Pontefici Genouefi, Eutichiano, Innocen- 
zo 1 v. Adriano * Nicolò v. Sifto 1 v. Ir noce n 70 vii\> 
Giulio %. & Vrbano vt 1 . Infigni tutti, altri per fanti* 
là canoniza ta , altri per bontà > alni per virtù , altri 

per 



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I* 

per Magnifkcnia, fra* quali però Emincntiflìmo è il 
merito incomparabile d'Innocenzo i v. ( chiamato 
Luminare Munii i) in foftener l'autorità Apoliolica, & 
:in ampliar iJ Dominio Ecckfiaftico ,priuando dell;» 
Imperio, e delle forre, vn formidabile Imperatore ini- 
, - mico di S. Chiefa , con acquilo del Regno di Napoli, 
e di Sicilia, per laCamera Apoftolica , fe ben morì 
4ieiriftcflbacq«ifto,chepoi e fempre reftato per \\ 
«altro Dominio à Santa Chiefa , quale riconofee fvfo 
<lel Capei rollo, & al tre grandiflimehonoranzeCac. 
dinalitic da lui , come nel feguente Aio Epiufio 

«Napoli fi veci^V, <j » ; . . . 

/■.»••• 1 * * • * • j • 

*•••*..' . * • ... ; * • •/ 

INNOCENTIO lllLPont.Max. de omni Cbrijìiana 

. . 2{c»unwuus cit purpuree Pileo primis Ctrdd. excrnajfet 
> NcApolim 4 Conrado cucrfam } San£ti Puri r eHi tue ndum 
'. Curaffet innumerhqi alijs preclare f$ prppeDminc,gefḷ 
Pontificatum fuumqu&m maxime illullrem re ddidìjkt. 

x tsinno JUCCUlLlucclHcefsit. ; 

* * .. • > ■ é 

k r ...... . • l * i 

E Giulio Secondo racquiftò , & aggiunte all'ideilo 
DominiolaMirca,rciràrcatodiRauenna , e kpià41- 
luftri Città chehora ta Camera potfèdein Italia , co. 
<ine che della magnificenza ne fiano euidenti prouc 
ncirifteffa Roma,!efabriche famofiflìmedi $. Pietri 
con la Captila Papale , l'Ofpital di $. Spirito , San t V 
■ i * * " Apo- 



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ti 

Apòftoli , Pbatc'Sifto ,!ftradaiGiulurV grao parte del 
Palazzo: di Vaticano, Grotta Eerrata , - la Fontana 
de Tretri ,e la- Tiara, o Regno Papale , e la Iaacia> 
che pafsò il coftatodiChritto, tutte opere, e dona- 
titi ^PonteficLGenouefi. ù 

Si tralasciano le a trioni, e le memorie egregie di 
im riumerainfiriitodi Prelati ; e. Cardinali Genone/i, 
S$*ì Jccminpsfaere S*%miEccUJi*ìcvaieiike Tomaio 
de Vio Cardinal Gaetano in dedicatoria , il frutto di 
tate Legatioitifroportantiad Vtjlità,e gradezw del- 
la Sedè AppftoRca, maffimein inghiltérra ( oue fu da. 
dTi introdotta l'autorità ftraord ina ria 'della. Chicfa 
Romana in quel tempo) e ne gli altri Regni d'Eurov 
pa , Parma difefa cohtral^dcricò imperatore Ver- 
celli ottenuto, e mantenuto per la Chiefa contra Vi- 
feonti i e cosi Bologna due volte , ne fanno mani- 
fefta proua . • ■■' .«! t ,* : H ^ i / r 

" . Solo ricorderò il Cardinal Luca Fiefco* che ardi 
con manifcfto pericolò d i fiia vita, ifrfcitar il Popolo^ 
e fgridar contra Sciarr a Colonna , che haùea fatto 
prigione il Pontefice Bonifacio, e ffr perciò autor , 
della iibertà del Papa,comenel Landino fopra il Pur- 
gatorio di Dante, e nel Ciaccone • 

Et il Cardinal Nicolò Fiefco, che rifiutò il Pontifi- 
cato offertoli per non volerlo per aiate vie * come nel 
fu o E! ogi o del Foglietta, e nel Gàrimberto fi vede . * 
£ <osì il Cardinale InnocenzaCibo > che egreggia*; 
» . - C mente 



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ti 

mente {ottenne che : Cardinali non faccfleronòuitài 
c non abbandonaflcro il Pontefice, in pregiuditio di 
S-Chiefa* come che fuffero fpavenUti da! fecco di 
Roma, e tra* catterò di t rasfenre la Sèdia in Aoignò- 

nc, come fi legge nel Tuo Elogio del Foglietta , e net 
Cccarelliinfua vita. 

Alle cofe fudette fi dourebbe aggionger con km* 
ga narratione , ta glorio fa conquida ddnuóuo Motti 
do, ritroua to dal Columbo Gcnouefe , con tane'rtiir» 
le, e propagatone della Catol ica Fede , quanti no. 
torlo, e moltiffimi altri meriti non mmor?,verfo VA* 
pb (lotica Sede, mà fi tralafciano per non faftidir 
V. S. 

Due foli Brcul d'Aleffandro Terto ,e d'AfeflTari^; 
dro arto , b afta no per a tre rigar quanto fi t detto? 
e pei- far conofee re à tatto il Mon do la ftima cke fi 
deue hauer della Republica di Genoua • 

Vt IncUi*, acfMimhtiHHcnfiH Quitto, qu* fiume tm- 
fefis numinis, de in^nieisClniJliam nomlns trt«mpkwn i & 
<vi£iori*mfrequ€*rcr oWinuit^eorum^rhespluritHasmU 
ra qu4dam t cr twncitiU potenti* [ubittgauit, dice Inno- 
cenzo fecondo^ Cdeftino Terzo m lord Breuicnun- 
tiati in detta mia lettera al nu. 5 j . 

ALexandcr Efife opus feruusferuorum Dii, Vtntré&ili 
Frétr$Syr0osfrchicp$ft*p0 9 & diletti* filfjsCént* 
mas CONSPWBFS ,&vnintrf*CUr*>&^opul> !rt 

nutnfc* 



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; £&dnonpriusts4poftolic*falutationisafa 
firaVihis [cripta dtptndimus, non negligenti* vllatenus ad 
fitibtndum>fcd mani feH*necef sitati neueritis imputando > 
Nam firn perdileSes film noHns Nobile s Conciues KJÌros, 
qu i adferuitium noflrum de grati* Feltra <ueuemnt+ ncuìfic 
cndimus, cum parte /amili* nofir* in Infida Liguri* , 
Urea nefiraremanferaty net cum prepter income ni c mi am 
umpms>rctipere aliqnatenus pcteramus . Nunc autem Vm 
Unquam earif timcs, &fpeeiales Eccleft* filies liner il z4p*- 
fiolicis vifttantes, emnimadasgratiarumaaicntsl^efirafii^ 
etritati referimus, quod ita f*is in ebfequid "Beati Petri,ac no* 
Ere , ecnjìanter expofuijìis, *vt facrcfanSa^fater Vefir* 
Ammana Ecclefia 9 ftcut plurima iarn deFilis commeda , & 
incrementa fu/iepit ,ka&de attere in Vefira feeurim pro^ 

Umeeenfidat,aeinierc*tere$Caih.Vtimti$ filies pr*cipui 
Vehis, & fpecialittr 'vniatur. 

. Rs enim nen cam lakijs tantum honerantes t/erie , 
imme ipftm opere , & vertute diligere , Spiente viriUs 
m£»faej4t4MÙ ex*k*re. 

Litei ergo hanc finceritatìs (onjìantìam , butte n/eftr* Ae- 
mionisferuorem , n*e fungi pofe , nee tepefeere eogitemus t 
e*m tmenprjentihm Uttetis dnxìmut eonfortandtm per 
tsipcfltlicéfcript* regime*, mettente^ & txortantesin Do- 
mino, tpmenns de Snmmi ^egisauxiliocoufidetues.unlliut 
ter tori sformi dine, nnUiut <vmÌ commininomi impttude- 
J$mU gat mima twfum ■viriCtthdiù , &> Urenti* 



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20 

DEFEftSQ'QÈS Ecclefttìn deuothne tptiùs<veflr*qi 
libertatis tuenda propojito perJiHatis , confidimus tnìm , at j» 
fpcramus >quod illa fuperni dextera c ondi t cri s , 9*1 fcmper 
Ecclefiamfuam regit , preterii >&fubpcdibmtiut imh 
uerfos coment inimicos , <vobifcum erit femper , <J7* operati* 
tur y <vt c unti os aduerfarios <vcfiros eius auxilh petifsimèf** 
pereti s i Ne* autem Ecclcftam * & Ciuitatem veflramtari* 
quam preprìam , & fpccialcm Qameram "Beati "Tetri , ac 
noHram , diligere y b onerare , ac modis emnibus exaltare 
<v 'olente $ pr* Xege*,& Principe; teme , atf alios Ecelcfi* 
filios cfficcre non *cffabimu$ - 9 'vt omnem tonftlium , & 
auxilium, quod nobis gratta diurna concejfcrit, <vobis fempe* 
amplifsinue conferatur . Dat.apud Montem Pcfulamm\ 
IXXtlcndis Madij i 1 5^. £ 




Lcxander Gfifcepm&t. TóteHati , & Populola* 
men. Sai eyz^fpojlolicam Un.* Bcclefia TJci olimX 
perfecutìones mtiltiplsces , &gfauifsimaspaticnter i 
i \>Pis infide axdeuotione ipftus, conftaxtìamfimifsimàmj 
& clarif simam habuiHis, ita proìmni ttirtute refi/fende eiuf- 
tefibui, plurima rerum wcurrijìis difpcndia, $ diferimina 
perfmammmuhismateriamadmirattonis habentibus, quoè> 
inttr tot aduerforum fulmina , tanta fuiftis animi firmitate* 
cwfpicuì, &ta#dtm per Dei grati* wictorivpraclara fa-* 
tnvft.Hisctenim magni s meriti s quadamalia Magnifica in** 
depjfc fpirùuadfe€iJìis^ifuod f videlicet tranfmarinis partii 
far ,illa qua honorem .EccUfta , ac rolmrEcclèfmfiic^ Uber^ 



• « » 



0 tatis 



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u 

ùti$, ncc non defenjtonem , & ampllationem Catnolic* fi- 

dcirefpiccre t vidcbantur,fubinnumeris txpcnfts, &*Uij~ 
ribus grandi Hudio vigilanti foUckudini promouifUt 
Aieritorumji quidem pramijforum cumulus qu*Ji quo da Jjfu 
dusinccnfpc&uSedìszsépofìclicd refulgens , eam reddidit 
fefefollicitam i 'Vt t vostalibusextollat bonoribm , &*gra- 
tiam vbcrtatc ccnfoueat, quod exinde vobis, & pojkris Ve* 
firis ,pcrpctu#'iucunditati$ materia producantur • 

Cu if4qifei.rec.lnn. Papa prddecejjor nofler cufratribus 
fuis per Cintiate m Vc&ram perfonaliter tranfiens 9 fuerit in 
multi s de prstmifsis mentis infermata , fpgauifus per cui~ : 
dentiam operis àgnouìffe , quamjinceram , e> obfcquiofam : 
demtioHem circa diclam Sedcrn haberet, in Vobis dignum t 
effeprouidit , <vliuxta Ve^rorum dejideriumVos fu* gr*> 
ti* priuilegio munìfetper quod inVobis exinde rcuercntcr in 
S idem femjfer accrefeat affetti o 9 in generale?» deducatur i 
notitiam , quid inter caros F n memorata Sede; reputat ,fibi \ 
cérifsimos, & quod eidem inaffcftu potifsimum , *vt *ff»i-> 
Jìispreipfa'votìua retribuere magni tudinetn pramiorum: . 
_ fTnde idcmPrddeceffor per fuas concefsit liner a$ , <vtVeflris . 
inclinati precibus > Nosquatenns degratia plenitudine repu- » 
tamus fauoris *vniuerfitati Vcfir* ad injlar Prtdecejforis ; 
ipjiu* ,au£loritate Pontificia indulgerne . Quod in T^egui { 
SìcilUpertinente ad lus 9 & proprietstcmScdis ciufdem,ac 
DucatuSpoleti , Marchi*, \jAncmitan& % Patrimonio "Beati 
Petri in Thufcia & omnibus terris E cele fu Tornante a Da- 
ttfs cxamnibus, 0* colleQis ,feu pedaggi ad tyas pertinenti^ 

C 3 bus. 



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ttitut , &> immutiti , nulii erge no$r<Cùnctfùù»is&>c. 
T>*t. Nm/>. VI idU*n**rij 13 5 5 fmifteatus mflri «nm*. 

Alla qu-al teftificatione fi aggiung ono i titoli, che 
iSommi Pontefici foleanodar à detta Republica^ 
ncUta *cioè />*tywC/«iwda Aleflandro Terrò, Uw 
nocenzoOtfcauo, e Giulio fecondo, Sublime da In- 
noceti zo fecondo , e da Aleflandro Terzo y ^hriùfa 
da AtetTUiiiro Terzo , Qd[ttudotM da Eugenio Q^urA 
tod Duce di Gènoua( al qua le daprencipi era data 
titoloni ^reoiffimo fin nel 1 360. in 1 4fcajt Qom<x li 
è ptouato nella mia lettera ftampata al num. 141. 

Le quali honoranze come furono teftificatc ifk^ 
tanti Bretti, e Bolle Apoltoliche, cosìfuronaftwgr 
giormente autenticate da grandiffimc gradto je j*rw 
uilegi eiFcttiu?,conccrtì da Sommi Pontclki.aJI*R&«* 
publica noftra, l'Anello conceffo m[\gmmfttfttm^ t 
morisSediscstpoftolicét, la LegationeOltr amar ina per. 
petua ai noftro Aixiucfcouo,l lndulgentemcdfifi»c, 
die ferone conche a S. Marco di Vtxiwd^ilnoir po^ 
ter^ffereinteidettàfofow 
nt* &nno baftanw , & ^indubitate fede . 

Ne c iò fò fe n w gradirò me fonda met » di rag ione , 
e*oH gtuftim , percheofcra i meriti particolari con Iol 
S: Scd e Apoftofara Ad ttti> è d owitaalte ftepublka 
Ocnouefe per atoi importai*^ rilpetl^iK* «atta^ 

men- 



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menta , che G » maggiori Potentati <FEurop5L-rÌ 
Si per Tanrichità fua da mohilEnii graui Autori tiw 
paata maggiore di quella di Roma (mà ccnofciuta,e 
confeflata da tutti gli Eruditi/ rà le più antiche dita. 
Jia per Colonia ,o Mun icipio de Romani ) come anche 
perle gloriqfe vittorie nauali memorandifsime pct 
gli acquifti importanti di molti Regni, fra li quali ho* 
*a effettiuameote poflede il Liguftico , e quel diCou* 
fica , c nepuòcop grandifsimo fondamento guitta» 
mente pretendere due altri , cioè que 'di Sardegna-, t 
di Cipri, conquidati da Geaouefi , a* quali i Rè di 
Sardegna ,edi Cipri erano perpetui Vadali , c tribù- 
tarij,come nel loro giuramentodi fedeltà paga, 
menti de tributi fi vede nelK Ar chimo pubHc<nft Gc* 
coua,enell.i mia lettera ftaaipatanum.23, 

. Oltra chepofledeanoin Lcuantc rant'Ifoleilluftri,- 
$ tante Città , e Colonie importanriflìme , che pe* 
trebberò fornai due>al tri gran Regni, con li quali teu 
neano in maniera à freno gli Imperatori Orientali, 
Cjbe fi elegeuanodi riconofeer in petpetuo la Repttw 
bKca con annui Perperi cinquecenta, e con p&li j de- 
aurati, che a ncor'h ora fi confcruano, per conuen rio- 
ni di EmanueIe,cdiMicbelcImperatori, Pvitirtiocte* 
quali ricuperò l'Imperio, e lo mantenne con le fòtW 
de'Gcnouefy come odia detta mia lettera alrttì. 

. Mercè, che lACrttàdiPera (cioè àdir llfteffo Por- 
ta diCoftantinopoii) era waatfoIiMo Dominio p*f 

«ohi 



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*4 

molti fc coli, e perfino à quanto durò quell'Imperio 
fot topofta a' Genouefi , come l'I fole di Sci©, di Mete- 
lino, le Smirne, CafFa , il Cembalo, Sodaya, Sama- 
ftra,egranparte di Trabifonda, e moltiflìme altre 
Terre, <5<<|r Ifoledi Leuante , le quali fe fi poteflero 
ritoglier dal Cran Turco, farebbero de Iure della 
Republica Genouefe, come alcuni Som mi Pontefici 
hanno dichiarato, e patuito in diuerfeefpcditioni,e 
Cruciate contra Infedeli, e particolarmente Pio fe- 
condo, che in molti fuoiBreui così afferma , e repi- 
loga in gran parte quanto fi è detto difopra in Di- 
ploma Cruciata , 3^ in volume del Cardinal di' 
Pauia^ • 

- J£xcclUMifsir»ds,&* Magnifica: Ianuti&Fcnetiamm 
Prlcs , qu<e quafi duo lucentiaSydera , illwninantOrbcm 
Tefrd, fi legge nell'EpilèoIe^del Petrarca, e nel proe- 
mio d' vna gran Pace fatta 1 aniao 1 3 5 nelle guerre 
fra quetteduepotentiffimeRepubUche. 

Nelle quali i Genouefi talmente fletterò a' Vene-' 
tianifempreà fronte, combattendo con emulatione 
fra loro , per lo Dominio del Mare, con armare taluol 
ta di aoo. Galere entroui 45 . milla combattenti tut- 
ti Liguri, che pofero ad cftremo partito quella glorio- ' 
fiffimaRepub. nella guerra di Chio«a come noto- > 
rio, % in detta mia lettera fi è più cópitaméte narrato. 

Gli Imperatori Germani, et tgrtgìam<virtHtem Ter- 
r*, Mfiriqi partam, ìttcttaRo^^iaCMfrasIariuthprimd T 



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fui f unititene caput Jnum Inter alias Ciuhates maritimi 

altiusexiulliffe, ejrprvfpicuis virtutum, atf muì 'rerum prò- 
bitatum optribus, terra ytnarij^ cmni tempore prxpdUre. ve'* 
raciter audiuimus , & per ejfeflum exptrti fumus y pla€uit 
uofir* -'Maicflati tantorumVirorum omnium amici tiam eli* 
gere, ey tenere, tycumomnì ben ìuolentia T2{AL alijs con* 
feruare , tosj^ cmgruis honotibus , & amplioribus benefieijs 
{mptr honorar^p . 11 che fi vede rettificato dazieri 
Imperatori, cioè ; - :-Ii.--T» 
. Quìtatemlanm P %M c&ttris Italie CiuìmiUs Nù 
hlms forefundatam , ac ipfam fmitjfanjs libertari bus , &i 
bonoribus SVPB ^ omnibus mulripUcìter in/ignita^, 6 c J 
oltreché Federico piimodjedc la precedenza a gli» 

Prcmifsiteis *vlira tmnesCìuitatcsluUéthonmmfaxt^e^ 
e cosi Federico fecondo. 

Eciò perche i Genouefi erano ftimati datiittìi Pbi 
tentati delMondo, come popoli bellicofi, &Prepote. 
tes,ac Strenui, <^M*aJati dal Petrarca,e dal Bion- 
do, e che nelle fòrze ( maffime maritane ) fuperaua- 
no di gran longa tutti ^li altri, come affermano pa. 
pa Adrhtió fcHÌì xihiltoaua potentiffimi , incliti , e 
gloriofi) Gio: Villanilib.8.cap. x7.elib.5j.cap u6. 
diceeflerePIV RIDOTTATI, E P I V* 
POTENTI, CHE SIGNORIA DEL 
MO N D O, cosi S. Antonino, il Giouio, & alrrico- 
me che sin t itola {fero Signori del Mare , come dicono 

il 



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do r ilGuicciardino,& altri . hwtnullm inimjju Ac~ 
nucnfium t et o pelago mmerc audcat . Perche e/fi v ie t a u a- 
no | e con cede uano la nauigatione , come fi può ve- 
dere nella mia lettera ftampata al 
molte autentiche fcrirture . 

Per le quali , e per l'Iftorie fudette , come refi a più 
che baftanteracnte auerigato tutto il contenuto in 
quefto difcorlò, così nonfarà alcuno, che con veri» 
tà pofla negare, i meriti così grandi, e fegnalati della 
Rcpublica Genoucfc yerfo la Sacro S. Sede ÀpofloH- 
ca Roman a ,e V. S. hauerà veri , e potenti argumenti 
da fuft cncr Ii,fe li fa ra data alcun'altra di quelle occa. 
fioni, che mi fcrifled'hauer hauutain cotefte raunan- 
tfi di letterati, cantiti. 

DiV.S.llIu&rU* 



Federico Federici. 



* 9 



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